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La Malattia:

Fasi

La storia clinica dell'AD è schematizzabile in 4 fasi, tenendo ben presente che l'esordio della malattia è subdolo ed insidioso, difficile da datare con precisione.
1. Fase psicologica o reattiva. I primi disturbi riguardano la memoria di fissazione, il linguaggio (difficoltà di ricordare i nomi delle cose) e l'efficienza professionale. I deficit cognitivi sono generalmente descritti come sintomi esclusivamente di natura soggettiva e vengono riferiti dal paziente come una difficoltà di memoria e di concentrazione. In modo lentamente progressivo si instaurano disturbi spiccatamente cognitivi, comportamentali ed affettivi: disorientamento spazio-temporale, ansia e depressione in risposta a questa situazione di cui il malato si rende conto.
2. Fase psicologica. Attorno al II-III anno, i deficit di memoria e del linguaggio, il disorientamento spazio-temporale diventano evidenti ed il paziente tende a compensarli con strategie alternative. Gli elementi più caratteristici della malattia, in questa fase, sono i disturbi a carico del linguaggio che si impoverisce, del riconoscimento di oggetti, della difficoltà a vestirsi, ecc.
Possono comparire sintomi psichiatrici, come le allucinazioni e le accuse deliranti. Anche le alterazioni dell'umore sono molto frequenti: si ha ansia nel 50% dei dementi e depressione nel 30% dei pazienti, irritabilità, difficoltà nell'addormentamento. Potrebbero comparire episodi "demenziali" di breve durata in cui il paziente mostrerà un comportamento inadeguato alle circostanze. I più comuni episodi sono la minzione in circostanze inappropriate ed i grossolani errori di valutazione della conta del denaro.
3. Fase neurologica. Tra il III e il IV anno di malattia, i deficit di memoria e di orientamento appaiono conclamati e si associano ad episodi confusionali. La comunicazione è gravemente ridotta per la presenza di un linguaggio scarno, ripetitivo, povero nei contenuti. A questo quadro si associa un'ingravescente incapacità nell'uso di oggetti e strumenti, nel riconoscimento dei volti e di oggetti e una ridotta capacità di curare la propria igiene e il proprio abbigliamento.
Compaiono manifestazioni "neurologiche", come sintomi extrapiramidali (rigidità diffusa a tutto il corpo, lentezza nei movimenti e "marcia a piccoli passi"), incontinenza urinaria e/o fecale.
4. Fase internistica. Il passaggio dalla terza alla quarta fase è contrassegnato dalla perdita degli schemi motori, che comporta dapprima la perdita della capacità di deambulazione e successivamente di mantenere il controllo del tronco, fino al completo allettamento. La comunicazione è resa impossibile per il grave deficit di comprensione; l'espressione spontanea è nulla o ridotta ad alcuni frammenti rappresentati dal ripetere le ultime parole udite, chiaramente senza nessuna comprensione o senso logico; la perdita dell'autosufficienza è totale, per cui il paziente diventa dipendente completamente da chi lo assiste per qualsiasi attività della vita quotidiana.
L'exitus avviene solitamente entro 5-15 anni in uno stato vegetativo di mutismo e immobilità. La morte sopraggiunge per infezioni respiratorie da stasi e da broncopolmonite ab ingestis o per complicanze cardiovascolari.
Il quadro descritto, raramente si ritrova completamente presente nel singolo, perché le modalità di presentazione della malattia variano molto in relazione alla gravità del danno biologico, all'associazione con altre malattie cerebrali (neurodegenerative o vascolari), a variabili culturali, alle condizioni cliniche del malato, al network sociale e familiare di supporto.

 

 

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