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La Malattia:

Sintomi

Il quadro clinico della malattia di Alzheimer comprende sintomi cognitivi e disturbi comportamentali.
I sintomi cognitivi: la compromissione della memoria è il sintomo precoce più importante, che in genere motiva il paziente alla richiesta di una visita medica. Fino a qualche tempo fa, si riteneva che il profilo del deterioramento cognitivo dei pazienti fosse non selettivo e interessasse tutte le aree della corteccia cerebrale. Invece si è osservato che alla selettività del quadro lesionale, corrisponde una specificità del profilo del deterioramento cognitivo e della sua progressione nel tempo. Nel quotidiano, il deficit di memoria si traduce in un difetto di immagazzinare nuove informazioni e anzi in un loro rapido oblio. Con la progressione della malattia, il deficit mnesico coinvolge la memoria che interessa le conoscenze generali (significato delle parole, capacità di conservare nozioni di vario genere). Sono compromesse la capacità di trovare le parole per definire una cosa (anomia) e la comprensione verbale, mentre non sono compromesse la capacità di parlare e di costruire un discorso. I disturbi del linguaggio vero e proprio compaiono contemporaneamente o dopo il deficit mnesico e interessano più genericamente un difetto della comunicazione interpersonale. Il paziente perde l'uso dei concetti ed adotta un linguaggio concreto, privo di astrazioni, semplice. Sono tipici anche i deficit del riconoscimento di stimoli comuni, di oggetti o di volti conosciuti, soprattutto nelle fasi tardive della malattia. A questo proposito si può osservare un'incapacità di riconoscimento dei volti anche dei propri cari: il malato di Alzheimer confonde volti del passato con quelli del presente e attribuisce ruoli ed azioni secondo una sua logica, ovviamente non coerente alla realtà.
Tra i deficit "strumentali", l'incapacità di vestirsi segna il declino dell'autonomia del paziente, rendendolo dipendente e bisognoso di assistenza. I vestiti sono scelti a caso, senza logica o in relazione alle stagioni; non sono indossati in modo corretto, in sovrabbondanza o in difetto. Un disturbo frequente, ad esordio talvolta precoce, è il disorientamento spazio-temporale: uno dei sintomi più importanti della malattia e che va di pari passo al grado di compromissione della memoria. Si traduce in una perdita di conoscenza del tempo (passato e presente) e dei luoghi: anche la propria casa si può trasformare in una casa estranea. Altri disturbi comprendono i deficit dell'attenzione e dell'intelligenza, di vario livello di gravità in relazione allo stadio di avanzamento della malattia.
I disturbi comportamentali: possono comparire all'inizio o durante il corso della malattia e sono importanti per la diagnosi, la prognosi e la gestione del malato. Essi intaccano la qualità della vita del paziente e della famiglia e giocano un ruolo importante nella decisione di istituzionalizzare il paziente. La loro valutazione deve essere effettuata attentamente, per cogliere anche recenti modificazioni del comportamento e le eventuali relazioni con eventi ambientali significativi. I vari sintomi sembrano avere una differente frequenza, anche in relazione alla fase della malattia.
I sintomi comunemente riportati sono:
1. Agitazione: il malato appare aggressivo fisicamente e/o verbalmente.
2. Depressione: modificazioni dell'umore, ritiro sociale, senso di colpa, insonnia, calo ponderale.
3. Sintomi psicotici: allucinazioni (visive o uditive), accuse non fondate verso le persone che stanno attorno al paziente (di tradimento verso il coniuge, di furto, di avvelenamento), paranoia, illusioni, sospettosità, false identificazioni (estranei in casa, falsi riconoscimenti della propria abitazione o della propria immagine allo specchio).
4. Altri: wandering (vagabondaggio), disturbi del ritmo sonno/veglia, peggioramento della sintomatologia nelle tarde ore del pomeriggio (la cosiddetta "sindrome crepuscolare"), vocalizzazioni, rifiuto e resistenza verso le cure infermieristiche, alterazioni della personalità, apatia, indifferenza, disturbi delle condotte alimentari, irritabilità.

 

 

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